Sistemi ibridi: la normativa

I sistemi ibridi sono impianti che sfruttano le energie rinnovabili, nel rispetto delle leggi sul risparmio energetico e sulla tutela dell’ambiente. 

 

Questi sistemi possono essere composti da una pompa di calore aria/acqua, una caldaia a condensazione, un sistema a pannelli solari termici a circolazione forzata, un sistema solare a pannelli solari fotovoltaici, gestiti da un’ elettronica di controllo.

 

 

Il Decreto Legislativo 28/11 ha stabilito gli obblighi relativi alla produzione di acqua calda sanitaria e di energia termica ed elettrica per gli edifici nuovi (costruiti dopo il 29 marzo 2011) o ristrutturati in modo rilevante.

 

In quest’ultimo caso di fa riferimento agli edifici che superano i mille metri quadri di superficie, che siano stati completamente ricostruiti o con ristrutturazioni che coinvolgono tutti gli elementi dell’involucro edile.

Il Decreto riguarda gli impianti ibridi che coprono almeno il 50% del fabbisogno energetico per la produzione di acqua calda sanitaria attraverso fonti di energia rinnovabile (come il fotovoltaico, termico, eolico) o fonti esauribili (come carbone o petrolio).

 

Allo stesso modo, gli edifici devono essere forniti un impianto che sfrutti le rinnovabili per rispondere alle esigenze di energia termica del 20% fino 31/12/2013, del 35%  fino al 31/12/2016 e del 50% a partire dal 01/01/2017.

 

Per quanto riguarda l’energia elettrica, la normativa stabilisce che deve essere assicurata una quantità stabilita di potenza ottenuta da fonti rinnovabili, in base  alla formula P = S/K (dove P sta per potenza, S sta per i metri quadrati dell’edificio e K è un fattore espresso in metri quadrati/kW).

 

Per i sistemi ibridi il fattore K deve essere pari a 80 fino al 31/12/2013, a 65 fino al 31/12/2016 e di 50 a partire dal 01/01/2017.

 

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