Condizionatori: obbligo di libretto impianto e bollino

Libretto impianto e bollino sono obbligatori per tutti gli impianti di climatizzazione.

Climatizzatori e condizionatori sono equiparati agli impianti di riscaldamento e per questo devono essere dotati di libretto impianto e bollino blu. Gli impianti invernali con potenza superiore a 10 kw e quelli estivi superiori a 12 kw devono essere controllati ogni 4 anni.

L’obbligo di dotarsi del nuovo libretto impianto unico e di effettuare il controllo periodico sull’efficienza (bollino blu o verde) è in vigore dal 2014. Caldaie, condizionatori e climatizzatori installati a casa o in negozi, uffici, capannoni devono possedere il libretto impianto. Questo viene rilasciato dai Centri Tecnici di Assistenza autorizzati e riconosciuti.

Per gli impianti già esistenti, il libretto viene rilasciato al momento del primo intervento utile di manutenzione. Nel libretto sono indicati il rapporto sull’efficienza e la prestazione degli impianti. Il costo del libretto è di circa 80 Euro, che però spesso vengono inclusi nell’installazione dell’impianto.

L’obbligo di avere un libretto dove annotare i controlli periodici di manutenzione svolti, ha l’obiettivo di garantire la sicurezza e la salubrità degli apparecchi installati.

Ogni volta che viene effettuato un intervento di manutenzione da un tecnico abilitato, viene stilato un rapporto di controllo di efficienza energetica. Questo documento deve successivamente essere trasmesso al catasto regionale degli impianti termici, a partire dalla sua attivazione. La sua periodicità può essere di 1, 2, 4 anni secondo quanto stabilito dalle singole regioni.

Sono esclusi da questo obbligo gli scaldabagni che producono solo acqua calda nel singolo appartamento e anche le stufe e i caminetti.

La multa per chi non è in regola con i controlli è a carico del responsabile degli impianti e va da 500 a 3.000 euro. Ogni regione ha però diverse disposizioni. Il tecnico che non effettua gli interventi di manutenzione e controllo in conformità all’attuale normativa, incorre in una multa che va da 1.000 a 6.000 euro.

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