Contabilizzazione del calore: attenzione alle nuove norme

Mancano ormai pochi mesi all’entrata in vigore della nuova regolamentazione sull’efficienza energetica.

Il provvedimento contiene importanti modifiche rispetto alla contabilizzazione del calore nei condomini.

Dal 1° gennaio 2017 i condomini dovranno essere in regola con il decreto legislativo 141/2016.  Il decreto ha l’obiettivo di garantiranno numerosi vantaggi, tra cui un consistente risparmio energetico nel riscaldamento domestico.

La misura avrà effetto su ben 3 milioni di condomini, che abitano in immobili ancora dotati di una caldaia centralizzata. Il provvedimento obbliga i proprietari dei condomini ad adeguare l’impianto di riscaldamento installando un sottocontatore o di altri sistemi di contabilizzazione del calore,  per registrare i consumi effettivi di ogni appartamento.

L’obbligo della contabilizzazione del calore nei condomini consente di avere contatori autonomi in tutti i condomini dotati di un sistema di riscaldamento centralizzato. Ogni calorifero dovrà essere munito di un ripartitore di calore e di valvole termostatiche che ne misureranno e ne regoleranno la temperatura emessa. Grazie al software di contabilizzazione dedicato sarà poi possibile misurare i consumi reali di ogni utente, consentendo a ciascuno di pagare solo l’energia realmente utilizzata.

La normativa esclude dall’obbligo solamente i condomini e gli immobili con impianti di riscaldamento autonomi, e i casi in cui non sia possibile eseguire l’adeguamento a causa della presenza di importanti problemi tecnici. I condomini avranno la possibilità di scegliere tra un sistema a scala unitaria o a scala prodotto.

Altra eccezione prevista dal D.Lgs 141/2016 è il caso in cui con l’installazione di ripartitori o termovalvole installati sui singoli termosifoni, non comporti un effettivo risparmio energetico ed economico. In questo caso il proprietario dell’immobile dovrà far redigere a un tecnico, incaricato dall’assemblea condominiale, una relazione sull’inapplicabilità della misura.

In ogni caso le sanzioni previste per chi non sarà in regola al 1° gennaio 2017 andranno da 500 a 2.500 euro, che saranno comminati sia al titolare dell’unità immobiliare che al condominio inadempiente.

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