Novità sulla tracciabilità dei rifiuti

Mariangela Merrone, Responsabile dell’Area Tecnica di Assistal, risponde ad alcune domande sul SISTRI (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti), nato nel 2009 su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, interrotto in seguito a una serie di problemi e di lamentele, ed ora pronto a ripartire.

 

Quando riparte il SISTRI?

 

Il Decreto Ministeriale del 20 marzo 2013 ha fissato 2 date per l’avvio del sistema: 1 ottobre 2013 e 3 marzo 2014.

 

Secondo il Decreto, i soggetti coinvolti dal 1 ottobre dovevano essere i produttori iniziali di rifiuti speciali pericolosi con più di dieci dipendenti e gli enti e le imprese che gestiscono rifiuti speciali pericolosi (vedi articolo 3 comma 1 lettera c), d), e), f) g), h), del decreto n.52 del 18 febbraio 2011 e s.m.i., ndr).

La seconda scadenza fissata al 3 marzo 2014 avrebbe dovuto riguardare gli altri enti o imprese che sono obbligati all’iscrizione al SISTRI.
Il Decreto Legge 101/2013 sulla razionalizzazione della spesa pubblica dello scorso agosto (“Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni”, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale lo scorso 31 agosto 2013, ndr) ha tuttavia modificato l’elenco dei soggetti che dovranno partire dal 1° ottobre 2013.

 

Quali sono i soggetti obbligati ad iscriversi al SISTRI?

Il Decreto Legge 101/2013 individua quali soggetti obbligati all’iscrizione al SISTRI i produttori iniziali di rifiuti pericolosi, i trasportatori di rifiuti pericolosi a titolo professionale, i gestori di rifiuti pericolosi, i “nuovi produttori”, ovvero i produttori di rifiuti derivanti da operazioni di trattamento di rifiuti e, infine, gli intermediari e commercianti di rifiuti pericolosi.

 

Quali tra questi soggetti dovranno rispettare la scadenza del 1° ottobre?

I soggetti che dovranno utilizzare il SISTRI dal 1° ottobre sono sostanzialmente quattro: i trasportatori di rifiuti pericolosi, i gestori di rifiuti pericolosi, i cosiddetti “nuovi produttori” e gli intermediari e commercianti di rifiuti pericolosi.

In questo contesto, mi preme precisare che sono esclusi i trasportatori di propri rifiuti pericolosi iscritti all’albo nazionale gestori ambientali ai sensi dell’art. 212, comma 8, del d.lgs. n. 152/2006 e i produttori di rifiuti pericolosi: questi soggetti dovranno continuare a gestire i rifiuti attraverso i registri di carico e scarico ed il formulario di trasporto fino al 3 marzo 2014, quando anche per loro scatterà l’obbligo.

 

 

 

 {ppgallery}stories/articoli/sistri{/ppgallery}

 

In collaborazione con ASSISTAL