Perchè preferire un condizionatore a un ventilatore

Nel vademecum per il benessere domestico, pubblicato dal Ministero della Salute, i condizionatori sono consigliati rispetto ai ventilatori.

Secondo il suggerimento del Ministero della Salute i ventilatori causano disidratazione e aumento della sudorazione.

 

Questi sistemi si limitano infatti a dare una sensazione fittizia e poco duratura di rinfrescamento, diversamente dai condizionatori che contrastano efficacemente le ondate di afa estiva.

Secondo il Ministero, “i ventilatori meccanici accelerano soltanto il movimento dell’aria ma non abbassano la temperatura ambientale.

 

In questo modo la temperatura percepita diminuisce e, pur dando sollievo, i ventilatori stimolano la sudorazione e aumentano il rischio di disidratazione, se la persona esposta non assume contemporaneamente grandi quantità di liquidi – continua il Ministero della Salute.

 

“Per tale ragione occorre posizionare i ventilatori ad una certa distanza dalla persona e non indirizzarli direttamente sul corpo, specialmente nel caso di persone malate costrette a letto.

 

In particolare, quando la temperatura interna supera i 32 gradi centigradi, l’uso del ventilatore è sconsigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo e può avere effetti negativi aumentando la disidratazione”.

Contrariamente, i condizionatori garantiscono condizioni di benessere e sicurezza domestica, aiutando a ridurre gli effetti negativi  dell’eccessivo caldo sull’organismo.

 

Per ottimizzare l’efficacia di questi sistemi, è tuttavia necessario utilizzarli correttamente e sottoporli a una periodica manutenzione.

 

“In molti casi, infatti, oltre a non svolgere idoneamente le loro funzioni gli impianti di climatizzazione possono trasportare o diventare essi stessi fonti di contaminanti, rumore e vibrazioni” si legge sul vademecum.

Per ridurre i consumi dei condizionatori, il Ministero della Salute consiglia inoltre di mantenere gli infissi chiusi, evitare di programmare una temperatura interna troppo bassa rispetto a quella esterna e limitare l’esposizione del locale da climatizzare ai raggi solari.

 

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