Da Rete Irene arrivano alcuni chiarimenti in tema ecobonus

Rete Irene ha pubblicato degli utili chiarimenti riguardo ecobonus e limiti di spesa per la riqualificazione energetica degli edifici.

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato lo scorso 27 aprile la Circolare 7/E dedicata in parte a ecobonus e alle spese per la riqualificazione degli edifici. Virginio Trivella, Coordinatore del Comitato tecnico scientifico di Rete Irene, ha analizzato la Circolare per dare dei chiarimenti agli utenti.

La Circolare “Guida alla dichiarazione dei redditi delle persone fisiche relativa all’anno d’imposta 2017” contiene le indicazioni delle spese che danno diritto a deduzioni dal reddito, detrazioni d’imposta, crediti d’imposta e altri elementi rilevanti per la compilazione della dichiarazione e per l’apposizione del visto di conformità.

All’interno del documento vengono fatte due precisazioni:

  • l’ammontare massimo delle spese ammesse alla detrazione va calcolato tenendo conto anche delle eventuali pertinenze alle unità immobiliari;
  • per gli edifici multi-unità di un unico proprietario è applicabile il limite di spesa di 40.000 euro moltiplicato per il numero di unità immobiliari dell’edificio.

Trivella sottolinea anche un possibile equivoco in merito alla determinazione del limite di spesa in relazione ai nuovi incentivi per la riqualificazione degli involucri condominiali. Il limite di 40.000 euro X unità immobiliari riguarda infatti solamente l’intero immobile, non è invece fissato un limite per la singola unità immobiliare.

Viene evidenziata inoltre la necessità di una revisione della risoluzione 303/2008. Questa non risulta infatti al passo coi tempi rispetto alle ultime innovazioni legislative e anche alle più recenti disposizioni.

“Secondo la risoluzione 303/2008 la fruibilità degli ecobonus da parte dei titolari di reddito d’impresa è consentita con esclusivo riferimento agli immobili strumentali da essi utilizzati nell’esercizio della loro attività imprenditoriale. È invece negata per tutti gli altri immobili, compresi tutti quelli concessi in uso a terzi e per i cosiddetti “immobili merce”. Sul punto sono ormai molte le pronunce delle Commissioni tributarie contrarie alla posizione dell’Agenzia”.

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