Sistemi ibridi, veri personal Energy manager. Il meeting Assotermica ENEA

Lo scorso 5 ottobre la Capitale è stata teatro di un meeting sui Sistemi ibridi per il clima domestico. Organizzato da EMEA e Assotermica, l’incontro ha messo in evidenza i grandi vantaggi derivanti dall’impiego di questi sistemi così come la necessità di una maggiore informazione verso utenti finali, installatori e progettisti sulle novità tecniche che consentono un aumento del risparmio e dell’efficienza.

Nell’ambito del meeting è stato presentato uno dei Sistemi ibridi più innovativi ed efficienti che, oltre all’ottimizzazione del clima domestico, consente anche di dimezzare i consumi, con una riduzione di oltre un terzo della bolletta e di quattro quinti delle emissioni inquinanti. In sostanza, un vero “Personal Energy Manager” per famiglie, aziende e PA.

Il funzionamento dei Sistemi ibridi per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria si basa sull’integrazione di due tecnologie: la caldaia a condensazione e la pompa di calore. Che, gestite in maniera “Intelligente” da una centralina digitale che in ogni occasione sceglie quale apparecchio utilizzare e qual è la fonte energetica più conveniente, se il gas o l’elettricità. E con grande attenzione all’impiego di fonti rinnovabili quali solare, termico e fotovoltaico.

Dai dati sui Sistemi ibridi è, infatti, emerso che in Italia l’85% dei consumi energetici dipende da climatizzazione e produzione d’acqua calda sanitaria. Il che dimostra che il mercato dei sistemi è ancora di nicchia, sebbene i tassi di crescita siano notevoli: con +250% in volume negli ultimi due anni, l’Italia risulta il Paese più attivo in Europa.

Nonostante l’ENEA lavori molto con le Pmi di settore per sviluppare ulteriormente questi Sistemi ibridi, è necessario riformulare gli incentivi in materia di efficienza energetica e riduzione delle emissioni in maniera che siano accessibili a tutti.

E’ parimenti indispensabile, poi, rendere i manutentori di caldaia portavoce dei grandi benefici che comporta la sostituzione delle numerose caldaie vetuste nel Paese, che in Italia hanno un’incidenza di inefficienza superiore alla media europea (al 65%).

L.S.

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